...Curiosità Storiche
 
Castellamonte,
 cittadina Piemontese di antiche origini, sorge nel bel mezzo di quel "verde Canavese" celebrato da Poeti quali Nigra, Gozzano e Giacosa che in esso trovarono i natali; Indubbiamente posta in una posizione favorevole ,offre nella zona collinare un Panorama non comune, spingendo la visione fino a Superga ed al Monviso e spaziando su tutta la piana del Canavese ,intersecata dal letto del Fiume Orco (éva d' or -acqua d'oro, per la presenza del nobile metallo ) da Cuorgnè fino a Chivasso. E dall'altra parte (alle spalle del Castello)la corona delle colline della Valle Sacra. La Storia di Castellamonte vede nella lavorazione della Ceramica l'attività che ha onorato più d'ogni altra il nome locale. E anche se il Piemonte non può vantare centri famosi e riconosciuti in tutto il mondo quali ,Faenza , Deruta, Castelli, Caltagirone, Albissola o Bassano; Castellamonte per secoli ha prodotto incessantemente oggetti umili ed indispensabili alla vita quotidiana quali scodelle, piatti , orci, pignatte e stoviglie ; al punto che i suoi abitanti sono stati per secoli chiamati in tutto il Piemonte con l'appellativo bonario ed ironico di "pignater" E' una tradizione questa che vede gli albori nel buio dei secoli e delle trasmissioni orali di memorie ,ma è sicuramente dal periodo degli antichi Salassi che si hanno cenni reali dell'attività ceramica locali; e numerose sono le anfore , pàtere , lacrimatoi e lucerne ritrovate in zona e risalenti al periodo Romano.

Nel 1263 esistevano a Castellamonte cognomi quali Nigro del Fornace e Meuta (argilla , malta) caratterizzanti l'attività locale. Già nel 1309 la Credenza Municipale di Ivrea imponeva un particolare Dazio , detto "Cureja" sui prodotti in terracotta provenienti da Castellamonte ed in particolare sul vasellame e gli orci per l'olio (gerle). I catasti del 1400 rilevano in loco diverse Fornaci per la produzione d'oggetti d'uso comune. E del '500 sono i fregi decorativi di finestre e cornicioni di diversi Palazzi e Castelli locali (Ozegna, Cuorgnè, Rivarolo ) . Fino a qualche decennio addietro era possibile trovare in molte (antiche )famiglie locali grossi piatti da banchetto risalenti al XVI° XVII° XVIII° secolo. Nel 1600 la produzione locale "esportava" a Torino grosse partite di vasellame oltre a molta argilla richiesta dalle fonderie; tale è il movimento da indurre una tassa d'imposta nel 1634 alla quale si deve per altro un elenco preciso con relativo costo "… pignatte di Castellamonte , ordinarie soldi 1; vernisate inferiori soldi 2;vernisate mezzane soldi 4;vernisate grandi soldi 6; piccoli vasetti detti topini soldi 0,6;gavie( leggi bacinelle) vernisate ordinarie soldi 3; boccali soldi 2,4;boccali grandi da pinta soldi 4;boccali più grandi in proporzione………" Tra il 1664 ed il 1667 nell'elenco dei commercianti e degli artigiani Castellamontesi facevano parte della Corporazione degli Artisti quarantotto pignatari; presumibilmente proprietari delle loro botteghe svolgevano spesso più mestieri (ad esempio Sarto e Vasaio). Nel 1700 inizia la forza propulsiva della ceramica Castellamontese che condurrà alla floridità imprenditoriale ed economica Ottocentesca. E' infatti del "700 l'apprezzamento in Europa della porcellana cinese e ciò provocò nuovi indirizzi e nuovi impulsi alla produzione locale ; oltre al fondamentale perfezionamento da parte del Maestro Don Andrea Cassano del funzionamento delle Stufe qui prodotte , il quale fra l'altro migliorò il tradizionale sistema di verniciatura del prodotto ceramico; e sempre nel 1700 Pietro Reasso fabbricava il primo Caminetto con funzionamento convettivo denominato "Franklin" in onore dello scienziato che , appunto nello stesso periodo ,teorizzò il principio della Termoconvezione. Da questo momento per l'attività ceramica locale inizia un periodo di crescita formidabile con incrementi di produttori e di produzioni le quali vengono a questo punto esportate anche fuori dal Piemonte ,con particolare riferimento a fregi, capitelli medaglioni e , naturalmente stufe. Nella seconda metà del secolo scorso il paese vantava 18 fabbriche di ceramiche e refrattari con ben 600 operai in forza!; molti specializzati e valenti artisti castellamontesi erano chiamati fuori paese e alcuni imprenditori impiantavano filiali in altri luoghi , prima fra tutti la Ditta Buscaglione ( sorta nel 1840) che aprì a

Torino, Treviso , Bologna, Parma , Firenze, Livorno ,Alba ed Asti; mentre la fabbrica Giuseppe Pollino associata ad un'altra fabbrica milanese apriva succursali a Lugano ,Verona ,Como e Parma. Il rivestimento in cotto di una parete del Palazzo Carignano a Torino fu costruito ad opera della fabbrica di Giacomo Antonietti. Castellamonte "esportò" anche valenti e rinomati artisti richiesti in ogni parte d'Italia. La succitata Ditta Buscaglione si dedicava alla fabbricazione di oggetti artistici ed aveva nei ceramisti modellatori Sacchi Ruffatto, Gilli e Barengo i sui più illustri esponenti. E' in questo periodo che tetti, recinzioni ,facciate si arricchiscono di elementi decorativi d'ogni foggia e gusto ;appaiono le statuine caricaturali dei "pitoci", portanti con sembianze di uomini ma anche di animali, con le più svariate ispirazioni di carattere storico, allegorico, satirico o più semplicemente decorativo. E' indubbiamente Angelo Barengo (anche insegnante presso la locale Scuola Professionale) il caposcuola di tale disciplina plastica, ed è notoriamente riconosciuto tra i più geniali e valenti creatori di opere in terracotta di fine "800 . Il crescendo della produzione locale e della diffusione dei manufatti qui prodotti ,unitamente alle indubbie caratteristiche di funzionalità e di alto pregio estetico hanno portato il nome di Castellamonte ad un livello di notorietà tale da perdurare nel tempo.

La prima metà del Novecento è ancora un periodo favorevole per l'industria locale ,ma con l'avvento, nella seconda metà del secolo, del "Boom Economico" e delle applicazioni dell'Industria del Petrolio si ha la totale disfatta delle industrie ceramiche locali ; infatti gli impianti di riscaldamento a gasolio soppiantano le gloriose Stufe ,plastica , arcopal , acciaio più resistenti e versatili sostituiscono la stoviglieria quotidiana ,(d'altra parte le moderne cucine a gas rimpiazzano i vecchi poutagés e non c'è più motivo di utilizzare pentole in coccio a cottura lenta);il sobrio cemento delle palazzine tipiche degli anni "50 non prevede fronzoli decorativi; il prezioso Grès Salato ,fino allora alleato di chiunque avesse necessità di utilizzare un materiale assolutamente antiacido ed antigelivo trova un concorrente imbattibile per duttilità e modernità nei prodotti plastici. Le fabbriche Rolando , Pagliero (fondata nel 1814) e Pullino tentano la riconversione producendo quasi esclusivamente mattoni refrattari. Insomma ,dopo svariati secoli di tradizione muore, sopraffatta dalla modernità, la ceramica. Ma non sempre dove si mettono i punti si terminano i discorsi. E così , meno di vent'anni dopo, si ricomincia! L'esperienza insegna e la tecnologia diviene alleata , abbiamo studiato impasti ceramici con altissime tenute agli shock termici ,abbiamo però mantenuto i principi sbalorditivi di funzionamento adattandoli alle moderne esigenze di funzionalità per esempio eliminando la necessità di manutenzione dei girofumi interni; proponiamo 55 colori di finitura adatti alle più svariate esigenze d'arredo; Discendenti delle Tradizionali Stufe di Castellamonte sono ,queste, le nipoti e le pronipoti delle umili ,utili e gloriose Stufe che hanno riscaldato tante e incalcolabili case, stazioni e scuole ed il cuore di innumerevoli persone………